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parliamo un po' di cosa scrivere in questo spazio qui

luglio 28, 2011

Test 2

Test

agosto 29, 2005

Ricomincia il campionato di calcio...


Dalle cronache di Bustos Domecq
Jorge Luis Borges e Adolfo Bioy Casares (1967)

(…) mi congratulai con lui per l’ultimo goal della sua squadra che, nonostante l’intervento alla disperata di Zarlenga e Parodi, aveva segnato il centrale Renovales, dopo il formidabile storico passaggio di Musante. Lusingato per la mia convinta e evidente passione, il Presidente bevve un ultimo sorso, dicendo filosoficamente, come chi pensa a voce alta:
– E pensare che fui io a inventare i loro nomi.
– Sarebbe a dire? – domandai esterefatto – Musante non si chiama Musante? Renovales non è Renovales? (…)

La risposta mi lasciò senza fiato.
– Come? Lei crede ancora al tifo e agli idoli delle folle? Ma dove vive lei?
In quel momento entrò un usciere dall’aria pomposa e mormorò al Presidente che Ferrabas voleva parlargli.
– Ferrabas il telecronista? – esclamai (…)

Ferrabas fece con naturalezza il suo ingresso. La voce del presidente sentenziò:
– Ferrabas, ho già parlato con De Filippo e con Camargo. La prossima volta dobbiamo perdere per due a uno. Il gioco sarà accanito ma non ci racconti ancora il passaggio di Musante a Renovales, che tutti conoscono a memoria. Ci vuole immaginazione, capito?!
Mi feci forza e arrischiai una domanda:
– Ma allora il punteggio è stabilito dall’inizio?
Il Presidente mi fece davvero cadere le braccia.
– Non esiste punteggio, né formazioni né partite. Gli stadi cadono tutti a pezzi. Oggi le cose succedono solo alla televisione e alla radio. La falsa eccitazione dei telecronisti non le ha mai fatto capire che è tutto un imbroglio? L’ultima partita di calcio è stata giocata in questa città il 24 giugno 1937. Da quel momento il calcio è un genere drammatico interpretato da un solo uomo in una cabina di regia o da attori in maglietta e pantaloncini davanti ad un cameraman.

– Ma chi ha inventato tutto questo? – riuscii a domandare.
– Non si sa. Tanto varrebbe chiedersi chi ha inventato l’ombrello o l’acqua calda. Il calcio non esiste al di fuori degli studi televisivi. Si convinca, è il frutto dei tempi moderni! (…)
– Presidente, lei mi fa paura – borbottai – Ma allora nel mondo non succede niente?
– Ben poco – rispose flemmatico – Quello che non capisco è il suo stupore. Il genere umano se ne sta a casa, in panciolle sul divano, attento a quello che succede sullo schermo. Che vuol farci? È il nuovo che avanza!
– E se si rompe l’illusione? – dissi con un fil di voce.
– Ma no che non si rompe, – mi tranquillizzò – Stia sicuro, l’illusione non si rompe…

agosto 22, 2005

Sostiene Pera

Tratto da Corriere.it
Qui ripreso solo come promemoria. Tanto per ricordarsi che quest'uomo è la seconda carica del nostro Stato. Ricordo anche che quando si parla di lui ricorrono spesso aggettivi come "laico" o "liberale", certo per distinguerlo dai catto-conservatori che lo circondano. Ma forse mi scandalizzo solo perché non seguo abbastanza il programma televisivo del quasi-predecessore di Pera, Irene "Vandea" Pivetti.
Sì, sì, bravi. Alzate il sopracciglio, voi che vivete all'estero...

Marcello Pera al Meeting di Comunione e liberazione (Fotogramma)
Il presidente del Senato ha aperto il meeting di Comunione e liberazione
Pera: «Occidente in grave crisi morale»
«La colpa è del relativismo, per cui ogni cultura è uguale e non si può dire se una è superiore. I relativisti scherzano col fuoco»



RIMINI - L'Occidente oggi è in grave crisi morale perché è la cultura dominante attualmente in Occidente a mettere in pericolo l'Occidente stesso. È l'opinione del presidente del Senato, Marcello Pera, intervenuto all'apertura del meeting di Comunione e liberazione a Rimini. «Fino a quanto si può relegare la religione nel privato, isolarla dalla politica, confinarla nella gabbia della soggettività?».

COLPA DEL RELATIVISMO
- Sostiene Pera che è il «relativismo, la dottrina per la quale tutte le culture sono uguali, che non si possono comparare e non si possono porre su alcuna scala per giudicare se una è meglio dell'altra», l'elemento più preoccupante in questo momento per l'Occidente. «I relativisti scherzano con il fuoco», ha affermato strappando l'applauso ai circa 4 mila presenti. «C’è ancora chi crede che la democrazia sia la faccia istituzionale del relativismo morale. Questo è un errore pericoloso. Una democrazia relativista è vuota, ci fa perdere identità collettiva e ci priva di qualunque senso obiettivo del bene. Provate a togliere qualche agio a questi intellettuali relativisti, provate ad approvare in modo democratico qualche misura che li riguardi (magari la riforma dell'università) e vedrete che passeranno agli strilli, ai girotondi e magari alla resistenza. Tanti laicisti, liberali, socialisti, comunisti e anche qualche cattolico cosiddetto 'adulto' hanno provato a dare un violento colpo di forbice ai valori: ora si accarezzano la guancia per lo schiaffo ricevuto al referendum».

«EUROPA, PERDUTO IL SENSO RELIGIOSO» - Secondo Pera l'Europa è il simbolo di questa crisi. «In Europa si evitano di menzionare nella Costituzione le radici giudaico-cristiane, si condanna un politico (Rocco Buttiglione), anche se si dichiara rispettoso della legge pubblica, perché sull'omosessualità afferma i suoi convincimenti morali cristiani. In Europa si perde il senso religioso dei nostri costumi e della nostra tradizione e si impedisce l'esibizione pubblica di simboli di identità religiosa: mi riferisco alla legge francese sul velo e alla sentenza della nostra Corte costituzionale sul crocifisso». «In Europa - prosegue Pera interrotto continuamente da applausi - rinasce l'antisemitismo e sono più le critiche allo Stato di Israele che gli atteggiamenti di comprensione; in Europa si approvano leggi che disgregano la famiglia e si mettono con arroganza e protervia al voto popolare i valori della persona e della vita (la legge spagnola sulle coppie omosessuali e il referendum italiano sulla fecondazione assistita)».

«MULTICULTURALISMO GENERA APARTHEID E TERRORISTI» - «In Europa si diffonde l'idea relativistica che tutte le culture hanno la stessa dignità etica; si pratica il multiculturalismo come diritto di tutte le comunità, e non importa se genera apartheid, risentimenti e terroristi di seconda generazione. In Europa si alzano le bandiere arcobaleno anche quando si è massacrati e si ritirano le truppe dal fronte della guerra contro il terrorismo anche quando il terrorismo fa vittime in casa nostra: il riferimento è alle marce della pace contro l'America e alla decisione spagnola sull'Iraq».

«PARTITO UNICO» - «Penso che il partito unico, premiership, primarie, neocentrismo e simili siano importanti e dovranno essere affrontate», ha detto Pera. «Ma dopo, non prima. Prima dobbiamo definire la nostra identità. Fissare in quale luogo vogliamo vivere, con chi e come».

«L'IMMIGRAZIONE CI FA DIVENTARE METICCI» - «In Europa la popolazione diminuisce, si apre la porta all'immigrazione incontrollata e si diventa "meticci"». Per Pera è necessaria un’alleanza seria e salda fra laici e credenti «per riaffermare e salvare la nostra identità occidentale, democratica e liberale perché contro di noi è stata dichiarata "una guerra santa"».
«Dobbiamo difendere l'Occidente», ha aggiunto Pera, «perché le nostre libertà e democrazia non sono questioni locali, ma riguardano l'essenza della natura umana. Dobbiamo accettare la sfida e fare la nostra parte».
22 agosto 2005

giugno 03, 2005

Serra sull'Espresso

Dietro Ricucci? Riconi e Ricazzi
Sulla ribalta della finanza italiana si affacciano molti altri immobiliaristi, tutti romani e tutti fidanzati con Anna Falchi

Ricucci qua, Ricucci là, tutti parlano di Stefano Ricucci e della sua scalata al 'Corriere della Sera'. Ma l'avventura del giovane immobiliarista romano, che ha accumulato una enorme fortuna quotando in Borsa un condominio alla Balduina e convincendo gli azionisti che si trattava di una multinazionale aeronautica, non è isolata. Sulla ribalta della finanza italiana si affacciano molti altri immobiliaristi, tutti romani (tranne uno, che è di Frascati), tutti fidanzati con Anna Falchi (tranne uno, fidanzato con un giocatore della Roma) e tutti con colossali patrimoni personali. Vediamo i principali.

Riconi Renato Riconi, detto 'Er Bilocale', deve il suo successo ad alcune fortunate speculazioni e alla sua mole, due metri e cinque per centotrenta chili di peso. Iniziò da portinaio, accumulando mance di Natale per alcuni miliardi con il raffinato sistema finanziario detto 'home-jumping' (minacciava di gettare dal balcone i condomini che rifiutavano di pagare).
In pochi mesi controllava l'assemblea di condominio e lavava la sua Ferrari in cortile con la canna per annaffiare le ortensie. Poi la parcheggiava sulle ortensie. Considerato uno spaventoso cafone, e per questo subito corteggiato dalla Canottieri Lazio dove si reca ogni sabato in shorts e ciabatte, costringendo i soci e le loro mogli a giocare a bocce con lui nella sala ristorante, ha centuplicato il suo patrimonio in pochi mesi vendendo sui mercati internazionali, anche più volte nello stesso giorno, il pacchetto azionario di altre persone, a loro insaputa. Attualmente sta dando la scalata a una banca che ha gli uffici al ventesimo piano, issandosi con una carrucola lungo la facciata e bussando alle finestre dei funzionari, minacciandoli con le mani a cerchio. Nei suoi obiettivi il 'Corriere', ma limitatamente alle pagine sportive.

Richetti Nando Richetti, detto 'Rocchefeller', fino a pochi mesi fa era garagista. Conquistò la fiducia di Cesare Romiti con un abile stratagemma: gli rigò la macchina con un chiodo e gli confessò subito di essere stato lui. Romiti disse subito agli amici che esisteva un posto, a Roma, dove era possibile farsi rigare la macchina venendo immediatamente a sapere chi era l'autore del danno. Vip, imprenditori e politici fecero a gara nel parcheggiare la macchina da Richetti, e il suo garage divenne in breve uno dei locali di grido della capitale, dove si combinavano gli affari più delicati e importanti davanti alla macchinetta automatica del caffè. Richetti, intelligente e curioso, carpì in breve tutti i segreti del business e accumulò in poche settimane una fortuna incalcolabile con un semplice espediente: raccontava di avere una fortuna incalcolabile. Senza mai spostarsi dalla macchinetta del caffè, ottenne credito per trecento milioni di euro. È interessato alla scalata del 'Corriere della Sera', con l'obiettivo di spostarlo a Roma perché la moglie ama molto leggere la cronaca nera locale.

Ricacci I fratelli Ricacci, Aristide e Rocco, sono gemelli monozigoti, anche se, nelle interviste, a questa domanda rispondono che in realtà sono originari di Viterbo. Hanno una licenza elementare in due (Aristide ha fatto la prima e la seconda, Rocco le altre tre classi) ma il mondo della finanza li teme per il grande fiuto per gli affari, e soprattutto perché riescono a fare arrestare sempre e solo Aristide anche quando l'inquisito è Rocco, così che il secondo è sempre a piede libero. Ferventi cattolici, amici personali di monsignor Marcinkus (trattarono insieme l'acquisto di una partita di rosari difettosi: si sfilavano le palline), anche se sono solo dei prestanome controllano lo Ior e altri sei istituti di credito grazie al raffinato sistema del 'chi l'ha detto'. Funziona così: quando, nei consigli di amministrazione, vengono allontanati dall'usciere che gli dice "voi siete solo dei prestanome", i Ricacci rispondono: "E chi l'ha detto?".

Ricazzi Su Manlio Ricazzi, detto 'Quanno che ariva Ricazzi, so' cazzi!', circolano aneddoti quasi incredibili. Dicono che abbia conquistato Anna Falchi incontrandola in un supermercato e sostenendo di essere una provola parlante, l'unica al mondo. In effetti la somiglianza di Ricazzi con una provola è stupefacente, ma ancora più stupefacente è la sua abilità finanziaria. Vende in off-trading le plusvalenze acquistate speculando sul rating delle fiduciarie estere piazzate sul mercato del mastering senza agire sul pluffing, ma spingendo il down-fixing fino a conquistare il blamming delle consorziate-fantasma. Nel tempo libero rapina le banche. "Così, almeno, nun dite che so' diventato ricco senza fa 'n cazzo!", spiega spiritosamente ai giornalisti. Dicono che il suo punto debole sia la vanità: non avendo ancora avuto la copertina di alcun settimanale, le strappa dalle edicole e le appende in camera sua annerendo con il pennarello le fotografie dei suoi rivali. Punta al 'Corriere' per mettere la sua foto in prima pagina tutti i giorni.

maggio 24, 2005

Frosinone, 12:33 - da www.repubblica.it

MESSO A DIETA UN RAGAZZO SI MANGIA LA PAPPA DEL CANE
Sottoposto a una ferrea dieta un ragazzino di 10 anni si e' avventato sulla pappa del suo cane divorandola tra i mugolii di disapprovazione dell'animale. Il protagonista di questa storia si chiama Luca, ha solo dieci anni ma pesa oltre 50 chili e per questo motivo i genitori lo hanno portato da uno specialista e messo a dieta. Domenica, pero', il ragazzino stanco di dover mangiare carne arrosto e formaggio ha avuto un momento di smarrimento: alla richiesta della madre di portare in cucina quanto avanzato dal pranzo domenicale (pasta al forno, pollo e patate, tutti alimenti vietatissimi al bambino) Luca ha pensato bene di "spazzolare" la pappa del cane. Ad accorgersene sono stati gli stessi genitori richiamati dai guaiti strazianti dell'animale che cercava in ogni modo di salvare il proprio pranzo. Gli allibiti mamma e papa' lo hanno aspramente rimproverato per quel gesto ma lui piangendo ha detto: "Ho fame, fatemi mangiare o chiamo il telefono azzurro". Una vicenda, questa, che a Isola Liri cittadina ciociara dove il bambino vive con i genitori titolari di una avviata rosticceria, ha destato grande scalpore e soprattutto ha posto l'accento sul modo di alimentarsi dei bambini di oggi.

maggio 23, 2005

more good VIBrations

64) Fate tali guazzabugli! Tenete presente che è facile sbagliare facendo questi contorsionismi.
64bis) Durante le vacanze transiterà una gran quantità di giorni.
65) Non puoi legare il termine incognito a qualcosa di cognito?
66) Queste son situazioni taciturne, eh?
67) Ricca, hai presente le minime all'estero? Questo è un minimo storico...
68) (commentando il compito di fisica del Conte) Cosa hai fatto qui? Beh... è simpatico: tutti questi disegnini con 'ste campanelle che fuoriescono...
69) È chiaro questo organigramma di situazioni?
70) Dimostrate di studiarle poco, ne sapete zero e quando si tratta di ragionarci su siete ben al di sotto dello zero.
71) Abellonio, quando fai un "pi" greco devi fare una sedia senza schienale.
72) Se avessimo questa tua frequenza di 3 x 10⁵ non esisterebbero più le montagne!

maggio 17, 2005

Vibo update 2.1: some of the best

53) Cogita!
54) Quello che hai fatto sarebbe andato bene se avessi fatto il contrario.
55) Hai fatto un taglio enorme, sembra il bilancio dello Stato.
56) Chi vuole andare alla lavagna? (Silenzio) Nessuno? Allora, chi non vuole andare alla lavagna?
57) Questa robetta qui, poi, si presta molto per un compitino. Dite che non deve prestarsi? Però stuzzica molto...
58) Lo so Abrate che è una cosa noiosa. Non è il caso che lo puntualizzi con disfattismo somatico.
59) Ah, tu lo faresti sportivamente, così...
60) Non è permesso l'interscambio solidale.
61) Lunedì passa in cavalleria, martedì non ci intervistiamo, ergo...
62) Vi consegno questi elaborati, i vostri bei prodotti.
63) Abrate: Logaritmo in base?
Vibo: 71.
Abrate: 71??? Facciamo 2, va'...
Vibo: Non ti va bene 71? Allora facciamo logaritmo in base 38.

[continua]

maggio 16, 2005

Vibo Reloaded


36) Ma qui allora giochiamo a biglie.
37) Sei riuscito a raccattare un 6-- sufficientemente di corsa.
38) Cerca di non perdere tutta l'energia potenziale, altrimenti si trasformerà in cinetica quest'estate.
39) Questa qui è proprio l'algebretta comune, quella spicciola che si può trovare anche al mercato.
40) Continuate pure comodamente a fare le vostre uscite: vi state preparando un posto al sole.
41) Guarda Abrate com'è celere...
42) Bevione, vedi di non andare in fase decrescente, come l'anno scorso...
43) E qui contempliamo come Abrate continui a sbagliare, tranquillo, senza esitazioni...
44) Cosa fai, la sovrapposizione di ricopiatura?
45) Poi subentrano certe situazioni... definiamole poco piacevoli.
46) A lui è venuto in mente di semplificare. È ovvio che la cosa non serve a niente.
47) Se avete un goniometro... ma tanto non ce l'avete.
48) Ragazzi, vi è rimasto un alfa tra i piedi!
49) Quella cosa lì adesso la eleviamo a quanto basta.
50) Ah, vi siete miseramente posizionati là in fondo, eh?
51) Cos'è questo angolo floreale? Botanica applicata?
52) Ma non finisce qui...

[continua]

maggio 13, 2005

Vibo?

Che succede con il resto di Vibo? Sei occupato?

Sappi che ho deciso di pensionare Pve; il 3 posto oltraggiante dell'ultima volta non è accettabile in una scuderia che ha dato campioni come Lumumba, El Cordobes, Meo Patacca, White Power, Tortellone, Manolo el Formidable, Don Partidón, solo per citare i piú grandi.

maggio 05, 2005

Teletipo di Agenzia 2.0

Fagotto in arrivo da Zurigo arrivato. Stop.

Fagotto accompagnato da fagotto di genere femminile e di nazionalità francese. Stop.

Fagotto barzotto. Fagotto stasera ancora più barzotto causa fagottata generale al ristorante.

Stop.

maggio 04, 2005

Teletipo di Agenzia

Fagotto in arrivo da Bolivia atterrato. Stop.
Fagotto contento.
Fagotto barzotto.
Stop.

aprile 25, 2005

Viaggio episcopale

Pss,

sabato vengo ad Alba; come la vedi un'escursione in montagna domenica?

Altra notizia dalla Bonalivia (è tremendo che la storpiatura del nome di una nazione coincida con il nome di un tipo che sta giusto in quella nazione): arriva il 4 maggio a Madrid e sarà il 16 in Italia.

A fra poco.
Pve

marzo 30, 2005

Peccato, ti è rimasto un ∂ tra i piedi...

Dai meandri del passato, dai caveaux del banco Ambrosiano, dagli archivi di stato della polizia politica fascista, dai documenti declassificati della CIA, dai polverosi sottoscala del KGB, dal frigo di un covo BR, da una grotta del Mar Morto o, più semplicemente
dalle memorie del Liceo Scientifico "L. Cocito" di Alba...
gli inquirenti hanno esumato un papiro egiziano del Basso Impero recante, vergate a mano da un sunnita con i capelli rossi
le mitiche frasi del Vibo dell'anno scolastico '88/'89!

nº 42 - Bevione, vedi di non andare in fase decrescente, come l'anno scorso, eh?

Ce ne sono 78.
Dite un numero.

marzo 29, 2005

Colori di casa


Gli eterni fidanzati stanno mettendo su il nido (never too late).
Inaugurazione prevista tra fine maggio e inizio luglio (compatibilmente con la presenza in città di alcuni ospiti VIP, categoria in cui rientrano i gentili lettori di codesto blog): musica, bevande, tricchettracche, caccavelle e putipù.
Altri colori in casa: giallo, arancione, lilla.
Colore conto in banca: rosso sangue.

marzo 28, 2005

Me, I've scored as Democrat.

Democrat

83%

Green

67%

Anarchism

67%

Communism

58%

Republican

42%

Socialist

42%

Fascism

17%

Nazi

8%

What Political Party Do Your Beliefs Put You In?
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Che genio, che arte: sapevi della sua esistenza?

Flavia Vento: votatemi, sono come Cavour
La soubrette lascia la Margherita per candidarsi nel partito liberale. «Alle urne il 4 e 5 aprile. Ho sbagliato date? Scusate» Corriere della Sera

ROMA - Onorevole Vento...«Scherziamo poco, eh? Che queste battute portano pure jella» (segue linguaccia e mano destra con corna; ndr ). Flavia Vento, deliziosa soubrettina sempre ben fidanzata - «anche se ora, scriviamolo, sono single» - e sempre bionda, sempre con questa sua aria da orfana di Teo Mammucari, che la infilò sotto un tavolo nella trasmissione televisiva Libero rendendola famosa, ha deciso di candidarsi
Flavia Vento (foto Benvegnu)alle prossime elezioni regionali e non con la Margherita - «che pure... come dire? ho frequentato molto da vicino...» - ma con il Partito liberale italiano.
Dal nuovo Ulivo alla Casa delle libertà, nel volgere di poche ore, e poi eccola qui, a un’ora tardissima della notte di venerdì, per l’inizio della sua campagna elettorale che, tra l’altro, coincide anche con la sua conclusione. «Apro e chiudo, embé?».
Comizio, unico e imperdibile, alla discoteca «Etò», Testaccio, Monte dei Cocci. I potenziali militanti arrivano ben dopo la mezzanotte e si mettono, disciplinatamente, in coda. Decine di ragazze romanissime vestite da veline, tutte con la frangetta e che stanno lì, ad ancheggiare e a chiamarsi Chicca, Deborah, Samantha, Vanessa. Tutte accompagnate da tipi alti e francamente simili a quel Costantino di Canale 5, e cioè vestiti in modo bizzarro, con giacche nere luccicanti e con t-shirt bianche, con jeans lacerati e mocassini di (falso) pitone.
Lei, la soubrettina-candidata arriva sorridendo e ci sono gli energumeni della sicurezza che le fanno subito strada e che la conducono su, in cima alla scalinata bianca, nel salottino che sta dietro alla consolle del dj (un tipo con i capelli stretti in un codino e una maglietta con la scritta: «Cartelo de Medellin»). Flavia Vento lo guarda e dice: «Chissenefrega. Lui fa il suo lavoro, e io il mio. E io sono contro le droghe. Per questo sono passata alla destra». Solo per questo, signorina Vento? «No. Anche perché Silvia Costa non mi sopportava. Diceva che ero una cretinetta. Capito? Io sarei una cretinetta...». Il dj la chiama: «A Flavié? Allora? O famo sto’ comizio, sì o no?» . La Vento: «O famo, vabbé: ma ora che dico? Mammamia... Io non sono mica come coso... come si chiama... dài, giornalista, aiutami, che è uno famoso... Ah, sì, certo: io non sono mica come Fassino che cià quelli che gli scrivono i discorsi. Io, mo’, vado a braccio». A braccio. Con Chicca, Samantha e tutte le altre che, sulla pista da ballo, con musica adatta, di sottofondo, si fermano - un po’ incuriosite e un po’ perplesse - ad ascoltare.
Flavia Vento, dietro al microfono, alle masse di veline e di Costantini: «È la prima volta che mi candido alle Regionali del Lazio. Sono molto contenta. Le elezioni sono una cosa seria. Bisogna infatti eleggere il presidente della Regione. Io sono per Storace, e anche voi potete esserlo. Io sono candidata per il partito liberale, che è un partito... che è un partito storico, antico, di Cavour e... forse di Garibaldi. Forse. Comunque, sicuro di Cavour. E poi, io, comunque, mi sento liberale. Lo sento dentro, che sono liberale. Anche perché nel Lazio ci sono un sacco di cose da fare e io penso che bisogna trovare subito i soldi per gli orfanotrofi. E poi anche per gli anziani. Il 4 e 5 aprile votate per me. Ciaooo!».
Silenzio. Non un applauso. Allora la Vento si riprende il microfono: «Ma che siete tutti comunistiii? Che scemi...». Signorina Vento, si vota il 3 e il 4 aprile. «E io che ho detto? Ah, mi sono confusa...». Comizio tutto incentrato sui temi sociali... «Cioè?». Orfanotrofi, anziani... «Ho sbagliato? Mammamia: ho sbagliato?». Senta: lei, alcuni mesi fa, rassicurò i suoi elettori-fans, gli promise che avrebbe studiato un po’. «Infatti. Ho studiato. Un sacco. Forza: voglio essere messa alla prova». De Gasperi. «Deché?». Don Sturzo: «Adesso che c’entrano i preti, eh? Non facciamo trucchetti, capito? Non sono mica scema, io...». Togliatti. «Ah, questa la so’. Qui a Roma c’è una strada, è quello della strada, come si chiama? Aspetta... ah, sì: via Palmiro Togliatti. È giusto? Ho risposto bene?».
Flavia Vento spiega che «Francesco Storace è stato carinissimo, con me, che sostengo la sua elezione. M’ha detto: benvenuta tra noi. Anche se...». Cosa? «Non sono poi così sicura d’essere eletta». Di certo, racconta, raccoglierà i voti del papà Roberto e della mamma Francisca. «E forse anche quello di mia zia Antonella e di un politico famoso, del partito liberale: il signor Altissimi». Adesso, il dj alza la musica. Lei scende in pista a distribuire i suoi volantini. Ma ci sono due tipi, con i capelli zuppi di gel, che la chiamano: « A onorevole Flaviaaa! A passerottaaa! Daje, viè a ballà... ».

marzo 24, 2005

(A)


You scored as Anarchist.

Anarchism


100%

Socialist


83%

Green


67%

Democrat


67%

Communism


67%

Republican


17%

Fascism


8%

Nazi


0%

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marzo 05, 2005

Q♠ LOUNGE



Oaoa,
un nuovo cavallo sarà presente per tutto il week-end
e già attende a pie' fermo il ritorno di Pve.
Bona telefonommi la settimana scorsa, oggi attendo
che Yugs mi porti il CD con le sue foto.
Ave atque vale.

Q♠ LOUNGE

febbraio 28, 2005

Spengo dopo il TG



Dove va l'informazione televisiva e dove la vorremmo mandare

ZAP
... Benvenuti a questa simpatica edizione di Studio Aperto. Apriamo subito con la politica: una dozzina di attempate ma ancora bone parlamentari del centro-destra e del centro-sinistra hanno sfilato oggi sulla passerella della moda milanese, indossando in modo simpatico e trasversale i capi della nota stilista Frescobalda Lante De Li Meco. "Un'importante segnale di unità nazionale per il nostro paese, che ne ha tanto bisogno" ha dichiarato una scollatissima onorevole...
ZAP
(Maria Concetta Mattei, occhioni azzurri e fronte leggermente corrugata, in modalità "Cattive Notizie") ... gli esecutori di questo nuovo, agghiacciante episodio di violenza efferata...
ZAP
(Francesco Giorgino, inquadratura a mezzobusto, leggermente dall'alto) ... ha dichiarato trattarsi dell'ennesimo successo del governo, mentre (inquadratura di primo piano, di tre quarti, leggermente dal basso) all'interno del centrosinistra divampano nuovamente le polemiche. Vediamo il servizio...
ZAP
(Giovanna Botteri, trafelata, con il vento che le scompiglia la kefiah) ... e i nostri militari di stanza quaggiù non capiscono come mai il governo si ostini a non...
ZAP
... il Pap...
ZAP
... a sta bene ed...
ZAP
... è stato dimess...
ZAP
(Emilio Fede, si sbraccia e inveisce) ... e per cui, caro... com'è che si chiama quel bastardo? ma sì, quel magistrato mascalzone... Questo, chiaramente, lo dico per completezza di informazione e per rispetto verso il mestiere che amo e che svolgo da ben cinquant...
ZAP
... il Presidente Ciampi in visita ufficiale in Cina ha dichiarato che presto gli scambi commerc...
ZAP
... in India ha dichiarato che i rapporti commerc...
ZAP
(Maria Concetta Mattei, occhioni azzurri, sorriso e fossette, in modalità "Buone Notizie") ...Nella seconda parte del TG2, quella dedicata alla pubblicità occulta, vi racconteremo come gli italiani si accingono ad abbuffarsi di cibo durante queste festività ...
ZAP
... dopo tante brutte notizie, voltiamo decisamente pagina con la nostra rubrica "Gossip e Calendari": la bonazza di cui parliamo oggi è...
ZAP
... i consigli dei nostri esperti per tornare in forma dopo i bagordi delle feste...
ZAP
(Fede, sull'attenti) ...un uomo buono, che sta facendo tanto per l'Italia e che ama la sua famiglia, non certo come Coffirati.. Coferrati che, forse l'avrete sentito dire in giro, pare (e dico pare) abbia seminato un po' di figli illegittimi a Bologn...
ZAP
(Attilio Romita, più truccato di Platinette) ... due miliardi di dollari alla FIAT da General Motors. Un Montezemolo raggiante ha sottolineato che ora si dovrà puntare alla valorizzazione del marchio, da riprodurre su felpe, cappellini e gadget...
ZAP
... cassa integrazione in una nota industria automobilistica torin...
ZAP
... e ora l'approfondimento culturale: le streghe (di cui prosegue la nostra serie televisiva, ogni giorno alle 18) esistono oppure no? Alcuni esperti sostengono...
ZAP
... in anteprima le immagini del nuovo tatuaggio inguinale della bellissima...
ZAP
... (occhioni azzurri, espressione corrucciata) ...classifica in cui il nostro paese è apparentemente all'83º posto. (occhioni azzurri, sorriso) Ma c'è chi è messo decisamente peggio: vediamo il servizio su Colombia, Costa d'Avorio e Isole Tonga...
ZAP
... alle ore 21, sulla nostra rete, prosegue con grande successo "Realpolitik", il nuovo reality-show condotto da Anna La Rosa: pare che Rutelli tenterà di baciare la Mussolini e che un geloso D'Alema farà una scenata. Ne vedremo delle be...
ZAP
... la moviola del discusso "labiale" di Totti, sulla cui interpretazione il centro-sinistra si è nuovamente spaccato mentre tutto il centro-destra, da Storace a Buttiglione, è concorde: "A fro...
ZAP
... stasera, sulla nostra rete, potrete assistere alle repliche della quinta serie di "Poliziotti 3"...
ZAP
...alle 20.30 non perdete "L'ispettore...
ZAP
... il Maresciallo Roc...
ZAP
... il Commiss...
ZAP
... Carab...
ZAP
... La Squadr...
ZAP
... Il Capitan...
CLICK.

febbraio 07, 2005

Estate 1981


Maracaibo
balla al Barracuda,
sì ma balla nuda
zà zà.
Sì ma le machine pistol,
sì ma le mitragliere
era una copertura,
faceva traffico d'armi con Cuba.
Innamorata
sì, ma di Miguel
ma Miguel non c'era,
era in cordigliera da mattina a sera.
Sì ma c'era Pedro,
con la verde luna,
l'abbracciava sulle casse
sulle casse di nitroglicerina.
Tornò Miguel tornò,
la vide e impallidì,
il cuor suo tremò,
4 colpi di pistola le sparò.
Maracaibo
mare forza 9
fuggire sì ma dove ?
zà zà.
L'albero spezzato,
una pinna nera
nella notte scura
come una bandiera
morde il pescecane
nella pelle bruna,
una zanna bianca
come la luna.
Maracaibo,
finito il Barracuda,
finito ballar nuda
zà zà.
Un gran salotto,
23 mulatte
danzan come matte,
casa di piaceri per stranieri,
130 chili
splendida regina
rum e cocaina
zà zà.
Se sarai cortese
ti farà vedere
nella pelle bruna
una zanna bianca come la luna.

Maracaibo...

gennaio 24, 2005

Cinefugo

Ho visto "El Grito", film di terrore di produzione nippoamericana, chi l'avrebbe detto 70 anni fa, eh?. Closer, El aviador e Alejandro magno erano esaurite (agotadas, sold out, épuisées). Nessuno ne sapeva niente. Scommessa. Tutto sul nero.
La storia è la seguente: i fantasmi di una donna e di suo figlio provocano la morte a chiunque si avvicini alla casa in cui avvenne la strage. Un totale di 9 decessi su 9 protagonisti, tra principali e secondari. En plein. Strike.
Generoso uso di flashback per maquillar la mancanza di trama.
Indispettisce il luogo comune (topicazos, cliché) che la vittima sia sempre sola e senta un rumore e si metta in solai o sgabuzzini, quando diventa tale.
Voto: necessita ostracismo attivo da parte della popolazione

gennaio 13, 2005

Sirchia, si rischia (il congelamento)



Metà gennaio, esterno notte.

Gelo. Una mano in saccoccia e l'altra appena fuori dal cappotto, indice e medio a reggere una sigaretta tremante. Alcuni amici correi, sguardi che si incrociano e tirate nervose. Poche parole, solo qualche "brrr". Gli altri dentro, al caldo, allegri e alfin liberi dalla nebbia tabagista.

- Sì sì, sarà anche una legge giusta, ma...
- Finirà che ci fanno smettere...
- Certo che uno Stato che prima ti vende le sigarette e poi...
- Uno ieri mi ha detto: hai finito di inquinare!
- Ma allora vorrei che anche sui tubi di scappamento delle automobili scrivessero "Nuoce gravemente alla salute"
- Bravo! Che girino in macchina in casa loro, ché le strade sono pubbliche. Ah ah ah.
- Ridi, ridi... Sapete che in Giappone non si può fumare sui marciapiedi?
- E in America allora? che le aziende non assumono chi fuma per evitare casini con assicurazioni e sanità ?
- Vabbè ragazzi, ci abitueremo. Abbiamo costretto per anni quei poveri cristi là dentro a respirare i nostri veleni, adesso tocca un po' a loro...
- E io, che ho una collega che puzza dannatamente? Non ho il diritto di lavorare in un ambiente salubre anch'io?
- Ma pensa anche ai gestori dei bar, che con questa legge si devono trasformare in delatori e sbirri...
- Ma no, basta che appendano il cartello col divieto.
- E se io volessi aprire un locale solo per fumatori? Non posso. Vedi che è una legge illiberale? E poi dicono di essere liberali...
- Ma chi? Ma dove? Liberali, dice lui...
- Se l'Italia fosse veramente una democrazia, noi fumatori staremmo sopra il 30% e non ci tratterebbero così.
- Bravo. Lo diceva anche il PCI una volta...
- Potremmo fare la Grande Alleanza Tabagista, tirando dentro Diliberto, Fini, Mastella, Bertinotti...
- Oh, Bertinotti fuma solo il sigaro. Non credo che voglia entrare nella GAT...
- Comunque. Tiriamo dentro tutti i fumatori che ci stanno...
- ... e vinciamo le elezioni a mani basse.
- E torniamo là dentro. Al caldo.

dicembre 02, 2004

Generatore Automatico di Telecronache di De Zan

Gentili signore e signori buon pomeriggio da Borgo Palocco. Dodicesima tappa del Giro d'Italia, la Pozzerello sul Tiginio - Rocca Cellara di 210 chilometri.
Riepiloghiamo la situazione quando mancano 77 chilometri al traguardo. Nella discesa dopo il passo del Nerbozzo una foratura di Baffi che perde contatto. Dopo 76 chilometri nella discesa dopo il passo del Morecciolo il ritiro di Urs Freuler. Dopo 4 chilometri sui tornanti che portano al passo della Croce Povana Boifava saluta i tifosi accorsi numerosi di fronte al Bar Sport. Successivamente sui tornanti che portano al passo della Croce Povana il ritiro di Vladimiro Panizza. La situazione: prosegue la fuga solitaria di Knut Knudsen che ormai ha raggiunto 3:43 di vantaggio.
Adorni, cosa pensi delle rotonde? Sono a tuo avviso pericolose? (Adorni: mah, non saprei..). Beeene bene, tutti hanno sentito quello che hai detto e non puoi piu' rimagiartelo. Grazie, proseguiamo con la telecronaca.
Ed eccoci nel punto decisivo della corsa MENTRE ECCO CHE SCATTA SANTONI DELLA JOLLYCERAMICA E FA IL VUOTO SUGLI INSEGUITORI. Adorni, tu avevi previsto invece un attacco di Paolini...
Ma il gruppo e' di nuovo compatto in vista del traguardo E-D E-C-C-O L-O S-P-R-I-N-T RRRROMINGER SBUCA DA DIETRO PANIZZA SANTONI BOOOOIFAVA FRACCCCCARO BAFFFFFI RRRROMINGER...C'E' UNA CADUTAAA! ci-sembra-di-vedere-a-terra-proprio Fuchs ma seguiamo la volata...VINCE A BRACCIA ALZATE KNUTKNUZZZZEN!!!. D'altra parte lo avevamo detto, 'Nemo profeta in patria'... e quindi Vladimiro Panizza NON poteva prevalere in questa tappa.

Il figliol prodigo


figliolprodigo1
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Ebbene sì: il nuovo calendario del Fuori Orario quest'anno è "interpretato" dai clienti più affezionati, classifica che vede il sottoscritto nelle primissime posizioni.
Ecco qui la parte superiore dello scatto che mi vede tra i protagonisti: sul calendario apparirà a figura intera!
Presentazione ufficiale domenica 5 dicembre: non mancate!

dicembre 01, 2004

Maria afflitta


Logicamente anche Claire è tra i protagonisti, nel gruppo delle vegetariane...
mariafflitta1
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novembre 30, 2004

Mars resistance


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Proviamo con qualche immagine.
Proviamo con qualche immagine.
Proviamo con qualche immagine.
Proviamo con qualche immagine.
Proviamo con qualche immagine.
Proviamo con qualche immagine.
Proviamo con qualche immagine.
Proviamo con qualche immagine.
Proviamo con qualche immagine.
Proviamo con qualche immagine.
Proviamo con qualche immagine.
Proviamo con qualche immagine.
Proviamo con qualche immagine.

novembre 12, 2004

Considerazione acuta

Esto está más muerto que el hombre de Cromagnon, ¿o qué?

agosto 12, 2004

TransBalkanExpress

Attraversata di slancio la Terra degli Schiavoni e tagliata a metà l’Istria, grazie ai buoni servigi degli hajduk dalmati e del Bisante di Illiria, che procurò altresì un lauto pasto notturno, la carovana si diresse senza tema, pur se gli impedimenta erano soverchi e gli dei invisi, alla volta dei Monti Balcanii, nella remota speranza di giungere ai confini di Tracia, forse su quel mare dove Stefano il Grande ricacciò gli infedeli nelle paludi di Vaslui e dove si dice che il Pogoarca di Bessarabia fosse uso immergere le placide terga in compagnia delle sue sedici mogli.
La carovana osò seguire la strada più breve alla volta del Banato, anche se il Gran Bej Istvan, Quadriconco di Strada Serre, risultava in fede sua privo di guiderdone imperiale e per questo motivo i rigidi bisanti alle frontiere di Vojvodina negarono il passaggio alla rozza carovana. Oh, qual landa maledetta, cupe vampe s’alzavano dalla terra verso il cielo al sordo boato delle esplosioni: erano le operazioni di sminamento del Gran Cammino Carraio che attraversava un tempo, prima che l’uomo odiasse il suo simile, la drugina di Vukovar e raggiungeva la Città Bianca dei Serbi.
Attraverso un agile camminamento, tra le terre incolte e basse di Pannonia, i pellegrini seppero infine raggiungere la Dacia, scoprendo i pericoli mortali delle vie del Maramures, gli orridi Visir biforcuti di Temesvar (l’antica Gradno transdanubiana che vide le gesta degli Anarcoprofagi di Mongolia) e la bellezza dimenticata dei passi montani che uniscono segretamente la Transilvania alla Valacchia Superiore, le cui strade sono note solo ai pope ortodossi che vennero quassù dalla Bucovina, ai biondi Rom smaragdini di stirpe sassone e a sordi e vecchissimi combattenti anticomunisti, pur fedeli all’eresia anularia del Serpente.
La strada del ritorno fu dunque gradita agli dei: sfiorata la tetra provincia di Moldavia, da cui provengono le urla di antichi contadini guerrieri della curva del Volga, i pellegrini poterono coprire la Pannonia per intero, vedendo con occhi increduli l’ancor fumante campo di battaglia di Mohàcs, tremando al barrito dello sfortunato corno di guerra degli Iazigi e ostentando i loro bivacchi soltanto sulle coste del bianco lago Balatone, dove le tribù magiare, eredi di Arpad, ubriacavano nottetempo gli invasori mamelucchi di Cappadocia con quel vino dolce che impararono dai Romani. Ivi la carovana, sopraffatta dalle mollezze del posto, perse la bussola e il favore degli dei, rimanendo mille e mille anni a mollo nelle calde acque vulcaniche, sorseggiando quel vino denso che strozzava le gole ed incollava le ispide barbe degli infedeli.

| Rijeka | Zagreb | Slavonski Brod | Vukovar | Pécs | Szeged | Sibiu | Timisoara | Oradea | Debrecen | Hortobagy | Eger | Szolnok | Keszthely | Ljubliana |

luglio 08, 2004

BENVENUTI NELLA MACCHINA

Sono passati tre anni da quando ho conosciuto Nella.

“Tanto piacere: Benvenuti Nella, macchina.”
Rimango interdetto. Guardo attorno, mi richiudo la porta alle spalle. L’ufficio è tranquillo, i colleghi sono ancora fuori in pausa pranzo e la penombra delle persiane chiuse tiene fuori un po’ di luce ma non il calore del primo pomeriggio.
Faccio due passi verso la mia scrivania e la voce di ragazza, voce leggermente nasale e birichina, torna a farsi sentire: “Piacere, Nella.” Stavolta ne individuo la provenienza: sulla mia destra, a pochi passi dal mio computer, tra il plotter e il tavolo luminoso. La stampante nuova. Mi siedo.
“Nella sta per Carbonella, papà Benvenuti era uno scanner all’antica e amava quei nomi un po’ vintage, che fanno tanto macchina da cucire… Gli amici però mi chiamano CMYK oppure, per prendermi in giro, “Succhia toner” per via di un vizietto che ho, certe volte quando vado in riscaldamento, vabbé hai capito…”
Ascolto.
“… ideale con i boots magenta…”
Ascolto.
“… ne avevo i cassetti pieni di quel Ciano, così l’ho messo in stand by per un po’. Pensa che è ancora lì, in coda di stampa…”

Ascoltai una macchina da stampa per mezz’ora. Poi rientrarono i miei colleghi e Nella tacque per sempre.

Sono passati tre anni. Lei è morta.
Ora sul display di Nella c’è scritto RIP.
Il fax piange da due giorni, domani passa il carro funebre della Ricoh.

giugno 23, 2004

Articolo riciclato

CORTILE IN FESTA?
Quest’estate, probabilmente, niente vacanze. Vabbé, sono tre anni che non porto la mia morosa a passeggiare nel 14º arrondissement a Parigi (sono snob? sono snob). Pazienza, sto qui: vado a prendere il fresco in qualche osteria di collina o a bere una birra dagli amici del Fuori Orario (pubblicità occulta? pubblicità occulta) oppure faccio quattro passi in via Maestra e magari vado a vedere cosa passano al cortile della Maddalena.
“Cortile in Festa”, concerti, cinema, spettacoli. Do un’occhiata al programma e, quasi quasi, mi passa la voglia. Concerti: concerto ce n’è uno, tanto per cominciare, e poi ne parliamo. Cinema: ben 18 titoli, che uno d’inverno dice "magari questo me lo vedo quest’estate, a metà prezzo, eh?" e poi non ci va manco d’estate (tolto uno, forse). Spettacoli: solite menate, ma qui è colpa mia, ché non impazzisco per danza, teatro e burattini vari.
Concerto, dicevo, ce n’è uno solo, e mi perdonino i giovani del Festival Giovani o le Associazioni & Musica: Feel Good Production, Live Tour 2004. A me Julian e Pony sono simpatici però scusate tanto: un groove che i Beastie Boys suonano da sbronzi con le dita dei piedi, una voce black però senza Ferrari, piscina e strafighe attorno e un sitar che neanche Lennon nei trip peggiori, beh, scusate ma io passo...
Ci sarebbe il cinema. Tre eurini me li spacco volentieri anche a vedere un film muto pakistano ma qui mi pare che il “Cortile in Festa” sia il miglior alleato di Blockbuster! Tanto per cominciare ci sono “L’Ultimo (speriamo) Samurai” e “Master & Commander”: armi, onore, spirito cavalleresco, senso del dovere e cazzate simili, che se lo sapevo stavo a casa a vedere “La Squadra”, “Distretto di Polizia”, “Carabinieri 12” e “Nassiriya Mon Amour”. Poi c’è “La macchia umana” e “Tutto può succedere”: io, al posto di A. Hopkins, N. Kidman, J. Nicholson e D. Keaton, avrei evitato. “Alla ricerca di Nemo” e “Peter Pan”, mi hanno regalato il DVD da McDonald’s comprando le patatine small. “Il Signore degli Anelli”, che sfiga, l’ho già visto 3 volte. Dice: c’è Verdone! Verdone?!? Dice quell’altro: c’è Tim Burton, “Big Fish”. Tim Burton, vi rovino il film, alla fine l’assassino è proprio lui, e io che pensavo che fosse un compagno... “La ragazza con l’orecchino di perla” forse vado a vederlo, il libro era bello. C’è “Kill Bill” di Tarantino, paghi 2 e prendi 1: però il culo di Uma Thurman non è la stessa cosa se non c’è pure il ghigno di John Travolta. Altman è Altman, a qualcuno piace ma io non rientro nella categoria. Ah, dimenticavo: c’è anche Kevin Costner.
Poi gli spettacoli. E qui ci sono anche tanti gruppi e associazioni che stimo, niente da dire. Però. Sarà che teatro e danza mi fanno cordialmente schifo; sarà che il Terzo Mondo è rimasto Terzo ma noi siamo il Primo?; sarà che i gagni di Estate Ragazzi li rifuggo come il colera....
Cosa mi resta? Artisti di strada e burattini. Beh, i burattini da piccolo mi facevano paura. Ma visto quel che passa il convento gli darò un’altra chance. Quest’estate, probabilmente, burattini.

giugno 08, 2004

Apro una parente

La cosa rallenta a udito d'orecchia.
Che facciamo? Ci trastulliamo?
Bah, sotto una parente irripetibile.

TOTÒ - Giovanotto! Carta, calamaio e penna, su... avanti, scriviamo! Dunque... Hai scritto "dunque"?
PEPPINO - Eh, un momento no?
TOTÒ- E comincia su!
PEPPINO - Carta... calamaio... e penna... oh.. la carta...
TOTÒ - Signorina! ...Signorina!!
PEPPINO - E... dove sta?
TOTÒ - Chi è?
PEPPINO - La signorina!
TOTÒ- Quale signorina?
PEPPINO - Hai detto: "Signorina!"
TOTÒ - È entrata la signorina?
PEPPINO - E che ne so?
TOTÒ- Signorina!
PEPPINO - Avanti!
TOTÒ - Animale! "Signorina" è l'intestazione autografa! Della lettera! Oh! Signorina,...
(Peppino butta via il primo foglio di carta e comincia a scrivere su uno nuovo)
TOTÒ - E vabbè... non era buona quella signorina lì?
PEPPINO - Vabbè...
TOTÒ- Signorina, veniamo... veniamo.. noi... con questa mia a dirvi
PEPPINO - ...con questa mia a dirvi
TOTÒ- A dirvi... una parola! Addirvi!
PEPPINO - ... addirvi una parola...
TOTÒ - che
PEPPINO - che
TOTÒ- che
PEPPINO - che...
TOTÒ- che è?
PEPPINO - Uno? Quanti?
TOTÒ - Che è?
PEPPINO - Uno che?
TOTÒ - Uno che?
PEPPINO - Che è? Che è?
TOTÒ - Scusate se sono poche
PEPPINO - Che è?
TOTÒ - Che è? ... Scusate se sono poche... Ma settecentomila lire, punto e virgola, noi ci fanno specie che quest'anno, una parola, questanno c'è stato una grande moria delle vacche,
PEPPINO - ... una grande ...
TOTÒ - Come voi ben sapete. Punto!
PEPPINO - Punto.
TOTÒ - Due punti!
PEPPINO - ... due punti...
TOTÒ - Ma sì... fai vedere che abbondiamo... abbundandis in abbundandum. Questa moneta servono... questa moneta servono... questa moneta servono a che voi vi consolate... Aoh... scrivi presto!
PEPPINO - ...con insalate...
TOTÒ - ... Che voi vi consolate...
PEPPINO - ... ah, avevo capito "con l'insalata"...
TOTÒ - E non mi far perdere il filo che ce l'ho tutta qui!...
PEPPINO - Eh, avevo capito coll'insalata!
TOTÒ - Dai dispiacere ... dai dispiacere che avreta... che avreta?... che avreta!! Eh già, è femmina... è femminile... che avreta perché... perché?
PEPPINO - Non so...
TOTÒ - Che non so?
PEPPINO - Perché che cosa?
TOTÒ - Perché che?
PEPPINO - Ahh!
TOTÒ - Dai dispiacere che avreta perché!!! È aggettivo qualificativo no?
PEPPINO - Ah, io scrivo...
TOTÒ - Perché dovete lasciare nostro nipote che gli zii che siamo noi medesimo di persona... Ma che stai facendo una faticata? S'asciuga il sudore...!
PEPPINO - Ehh...
TOTÒ - Che siamo noi medesimo di persona... vi mandano questo, perché il giovanotto è studente che studia... che si deve prendere una Laura...
PEPPINO - ... Laura...
TOTÒ - Laura! ... che deve tenere la testa al solito posto, cioè sul collo.
PEPPINO - ... sul collo.
TOTÒ - Punto, punto e virgola. Punto e un punto e virgola!
PEPPINO - Troppa roba!
TOTÒ - Ah, lascia fare! Che dicono che noi siamo provinciali... siamo tirati...
PEPPINO - Ma è troppo...
TOTÒ - Salutandovi indistintamente... salutandovi indistintamente... sbrigati! Salutandovi indistintamente ... i fratelli Caponi. Che siamo noi. Questa ... apri una parente. Apri una parente e dici: "che siamo noi". I fratelli Caponi. Hai aperto la parente?
PEPPINO - Mm.
TOTÒ - Chiudila!
PEPPINO - Ecco fatto
TOTÒ - Vuoi aggiungere qualcosa?
PEPPINO - Un "senza nulla a pretendere" non c'è?

maggio 26, 2004

"È così, no?"

Il bimbo si tirò su, mettendosi a sedere sul letto, con una faccia che diceva "Aò, ma che mme stai a raccontà?".
La mamma, seduta accanto a lui sul bordo del letto, rimase stupita: "È una favola... una storia" - balbettò - "per farti addormentare...".
Ma il piccolo, sistemandosi il pigiamino stropicciato, scuoteva energicamente la testa, del tutto desto e per niente assonnato.
"Ma che favola e favola! Qua non si capisce niente, te la stai inventando 'sta favola. Non si capisce dove va a finire" disse il bimbo scocciato. La manina alzata segnalò a mamma che non aveva ancora finito.
"Allora. C'è questo postaccio in periferia di Tolosa, no? E c'è questo extracomunitario ("Zingaro!" disse mammà) ... c'è questo zingaro e ci sono dei clienti: c'è un ragazzetto che non si sa cosa fa lì".
"Eh!" confessò la mamma.
"Poi c'è un camionero spagnolo, grasso e zozzo".
"Eh!".
"Poi arriva una famigliola che sono svizzeri perché non c'hanno il carrellino attaccato alla macchina".
Mamma, rassegnata, decise di non interloquire oltre.
"Poi il camionero rompe il camion di un altro camionero ma questo qui è diverso perché è portoghese e c'ha un nome e si chiama Joao. E tutti i pesci vanno per terra".
"Domani sera Pinocchio" pensò mammà.
"... che sembra che è morto ma non è vero perché sta meglio di tutti. Allora i camioneri fanno amicizia e bevono un amaro fatto di sangue di carciofi portato a Tolosa da una confraternita di Iazigi, che se lo bevi muori. Poi entra uno che prima non c'era e lo zingaro lo conosce ma tanto lo svizzero sa tutte le lingue del mondo e scopre che è rumeno..."
"Domani sera dieci gocce di Serenase e vaffanculo" pensò mammà.
"... ma lui quando faceva il pizzaiolo aveva una missione e allora conosce le pannocchie-bomba e quindi sono tutti in pericolo. Il ragazzo si vuole raccomandare a San Ifigenio ma il bue rumeno-iazigo-gesuita devoto a San Michele gli dice che non è il caso e allora salta in aria l'altra metà di Tolosa. È così, no?"

Mamma aveva lo sguardo perso nel vuoto. Meccanicamente si accese una Muratti 100's.

maggio 18, 2004

Comunicazione esterna

Faccio pubblica ammenda, mi prostro umilmente e piu' non elevo lo sguardo al ciel. il tempo mi corre che non riesco piu' a prenderlo e non me ne vogliate se in questi giorni tiepidi e limpidissimi mi proietto all'esterno non appena ho 5 minuti di tempo (rimediando, per ora, una fantozziana caduta dalla bici)
questo sabato/domenica mi tocca ahimè presentarmi in laboratorio: visto che ho da attendere una reazione per 4 ore, mi impegnero' a rientrare nei binari della historia.
la vestimenta nuova del blog mi soddisfa
buona navigazione

maggio 13, 2004

Altre note linguistiche

Vicolo cieco = dead end = cul-de-sac = callejón sin salida
Capro espiatorio = scapegoat = bouc émissaire = chivo expiatorio/cabeza de turco
Spaventapasseri = scarecrow = épouvantail = espantapájaros
Forfora = dandruff = pellicules = caspa
Mancino = left-handed = gaucher = zurdo
Destro = right-handed = droitier = que usa la derecha
Viaggio di andata e ritorno = round trip = aller et retour = ida y vuelta

maggio 12, 2004

Colpo d'occhio

Nel frattempo:
- Joao, inerme e suolificato, affogava nel proprio vomito, che è sempre meglio di stare affogando nel vomito altrui.
- Petra, moglie di Jan, accudiva a uno dei 2 gemelli, Marco.
- L'altro gemello, Ruud, giocava a dadi con I. e lo stava pelando. Inciso: non si pensi che i nomi dei gemelli si debbano all'appartenenza o meno a una certa squadra di calcio cui nome non voglio ricordare. Si pensi solo che a Petra piacessero i nomi Marco e Ruud. E basta.
- S. stava osservando la pantomima magiara quando all'improvviso digrignò i denti, ululò e andò a strisciare la schiena contro il muro al fondo della baracca. Finita la trance belluina, notò l'unico libro appoggiato sull'unico scaffale dell'antro cavernoso che il nullatenente chiamava bar. Il titolo era "La vita di San Ifigenio, santo senza ritegno. Parte 2: dalla pubertá alla pre-adolescenza, anni di vizio e di lussuria". Interessato, fece per prendere il libro, quando sentí posarsi sulla propia spalla uno zoccolo dell'erbivoro. Si ricordó della volta in cui a San Fermin lo calpestarono 6 miura furibondi. Allo stesso tempo un aroma a fienile lo avvolse. Per ultimo arrivò una flebile voce: "Io non distuberei a San Ifigenio".

maggio 10, 2004

Novità?

La grafica precedente l'avevo messa giù un po' a mano e un po' scopiazzando; questa l'ho pescata da qui : date un'occhiata e ditemi se c'è qualche mercanzia che vi piace di più o se volete tornare alle origini.
Da questo momento al fondo di ogni post ci sarà lo spazio per i commenti, comunicazioni di servizio, insulti, aperitivi in piedi al bancone.
Questo post si autodistruggerà alla prima vittoria di Cipollini.

aprile 28, 2004

21 settembre 2001

TOLOSA, 21 SETTEMBRE 2001 - Una fortissima esplosione, di origine ancora sconosciuta...

... fonti dei soccorritori parlano di danni spaventosi, 12 morti e 240 feriti, 50 dei quali in gravi condizioni.

... la fabbrica chimica AZF del gruppo TotalfinaElf che è esplosa stamattina alla periferia sud di Tolosa.

Nella nube tossica che si dirige dalla periferia verso il quartiere del Mirail e il centro dei Tolosa ci sarebbe ammoniaca, stando alla testimonianza di alcuni operai della fabbrica.

... la polizia ha invitato la popolazione a barricarsi in casa. Panico e psicosi-attentato fra gli abitanti, ai quali sono state distribuite maschere antigas. La maggior parte dei feriti sarebbe stata colpita da frammenti di vetro, ma si è avuta notizia del crollo di due stabilimenti industriali e di almeno un grande negozio di elettrodomestici...

... chiusa la metropolitana dopo la fuga di centinaia e centinaia di persone dalle stazioni, bloccata la tangenziale. Evacuate molte scuole ed edifici.

"Testimonianze allarmanti" sulle condizioni di sicurezza nella fabbrica AZF di Tolosa erano state raccolte di recente.

Nel magazzino c'era «acido nitrico».

... al momento attuale Tolosa - sconvolta dall' esplosione di questa mattina - è una città isolata. Enormi ingorghi di auto circondano la città del sud della Francia da quando - presi dal panico - migliaia di abitanti sono saliti in macchina con familiari e conoscenti e si sono allontanati a tutta velocità dal centro. In centro, frantumi di vetro per terra ovunque, fino a parecchi chilometri di distanza dal luogo dell'esplosione.
L'esplosione è stata equivalente a una scossa di terremoto di magnitudo 3,4 gradi sulla scala Richter ed è stata avvertita anche dai sismografi della Normandia, nel nord della Francia. Cinque treni con circa 4.000 pellegrini italiani diretti a Lourdes, che avrebbero dovuto transitare oggi pomeriggio per Tolosa, sono stati deviati su Bordeaux.

...
TOLOSA, 24 SETTEMBRE 2001 - A tre giorni dall'esplosione nell'Azf di Tolosa il bilancio è di 29 morti (22 all'interno della fabbrica), sei dispersi e più di 2 mila feriti. 400 persone sono ancora in ospedale, 30 di loro in condizioni gravi.

I danni ammontano a centinaia di miliardi. Sono state chiuse altre due aziende accanto all'Azf: la Tolochimie ed la SNPF (dove si fabbrica carburante per i missili Ariane e il fosgene, un gas bellico). 460 operai sono senza lavoro e altri mille in cassa integrazione. Dopo quest'incidente è ad alto rischio la sopravvivenza del polo chimico a sudest di Tolosa, già radicalmente contestato dagli ambientalisti.

3 mila gli edifici danneggiati....

Sia l'azienda che i sindacati hanno ipotizzato un attentato, gli inquirenti hanno parlato di un "atto individuale", forse di una vendetta. L'esplosione di venerdì mattina è avvenuta non durante un processo di lavorazione ma nel magazzino e il gas deflagrato (nitrato di ammonio, un potente esplosivo adoperato anche da Tim McVeigh nella strage di Oklahoma city) per produrre gli effetti che ha prodotto sarebbe stato portato a un livello di surriscaldamento altissimo da un atto volontario, non da un errore o da un incidente casuale. Alcuni operai hanno parlato della strana presenza, all’interno della fabbrica, di grossi cilindri di plastica a forma di pannocchia, ma gli inquirenti giudicano la testimonianza poco attendibile...

Sei in pericolo!

S_ fu sorpreso dalla rapidità di reazione del ramingo. Non appena il bovino si era materializzato sull'uscio, aveva circumnavigato il bancone con due passi lunghi e ben distesi. Quando l'asciugamano che aveva sulla spalla era planato sul pavimento lercio, egli era già di fronte al nuovo arrivato che stava urlando parole che i presenti sulla scena, a giudicare dalle loro espressioni, ritenevano incompresibili e, probabilmente, irrilevanti. Solo Jan il biondo, come si seppe in seguito, era riuscito a capire qualche parola di tanto in tanto, ma non a sufficienza da cogliere il senso (qualora ve ne fosse) dei muggiti del bue. Pero' I_ era certo di aver notato una strana luce negli occhi color cielo terso di Jan, quando il rumeno aveva pronunciato la parola "Jaszu".

Lo zingaro affronto' lo scalpitante bovino in un ottimo dialetto transilvano. La trasformazione dell'uomo, che fino a pochi istanti prima appareva insignificante, dietro un bancone di un infimo tugurio, con un canavaccio unto sulla spalla, fu sorprendente. Pareva, ad S_, che fosse addirittura cresciuto di statura. Ora, con le zampe ben piantate sul pavimento ed uno sguardo del tutto nuovo, affrontava l'energumeno rumeno con una sicumera che non lasciava dubbi. "Cosa cazzo ci fai qui? Non sono questi i tuoi ordini! Sei stato attivato già da 2 giorni e dovresti essere in Belgio adesso. La situazione è drammatica e stiamo correndo un pericolo senza precedenti. Non possiamo permetterci cazzate proprio adesso"... "Cosa cazzo ci fai qui?", ripetè ancora lo zingaro, tradendo, con le sue mani tremanti, un inusitato e imprevisto nervosismo. Il gigante taurino sussurro': "Mi dispiace, Maestro. Ho dovuto. Sei in pericolo. Dobbiamo andarcene da qui". Lo stupore si era appena disegnato sul volto non certo radioso dello zingaro, quando un gridolino da infante ruppe l'equilibrio. Uno dei due bimbi biondi (il piu' grande) farfuglio' qualcosa che Jan si prese la briga di tradurre immediatamente in francese, spagnolo e portoghese: "Là fuori c'è uno, sceso da un camion, che pianta pannocchie tutto intorno a questa baracca"

Iazigo sarà lei!

La sotto-provincia di Jasz, al centro dell'Ungheria, è un'enclave etnica dove vivono gli Iazigi: nel 900 l'ultimo eroe degli Jasz venne imprigionato e condannato a morte. Suonò il corno di guerra per richiamare i suoi guerrieri: nessuno arrivò e lui fu giustiziato. Fine della storia degli Jasz.
La strada per Jàszberény attraversa una campagna verde e piatta. Strada stretta, poche curve, asfalto relativamente recente. Ci sono dossi strani, a cammello; ci sono cunette inattese, parallele alla strada, non perpendicolari. Ci sono buche grosse (80-100 cm di diametro, più di una spanna di profondità); a volte leggi sui giornali "...uscito di strada a causa di una buca, si schiantava e perdeva la vita...": mi chiedevo come fosse possibile morire per una buca sulla strada; ora ci credo. Sulla strada non passa quasi nessuno. Ma a volte ci sono dei trattori, modelli anni '70 Daf, Trabant, Husqvarna; a volte sono carri trainati da cavalli; a volte si incrociano colonne di TIR che superano trattori o carri. Né rallentano, né scalano marcia: superano. Quelli che percorrono la tratta Timisoara-Budapest decidono spesso di allungare la strada passando di qua, prima di raggiungere "La Circe Magiara". Non che lo facciano per godersi il panorama; gli Jasz producono clandestinamente alcuni prodotti clandestini che camionisti clandestini portano clandestinamente nel resto d'Europa: candelotti di dinamite al mais, grappe di legno di sedia, chewingum all'aglio.


"Di quiu no muovu-su nessunuscu" ripetè il "bue" rumeno.
La situazione non gli era molto chiara ma il suo istinto bovino gli diceva che c'era qualcosa di strano, lì dentro. Le sue perplessità aumentarono ancora quando, scrutando meglio lo zingaro gestore del bar, ebbe l'impressione di averlo già visto. Tanti anni fa: stava vendendo uno stock di candelotti di dinamite a forma di pannocchia ad un camionero nei pressi di Jàszberény.
Estu no eres zingaru. Estu eres Jaszu!

aprile 19, 2004

Toro scatenato

"Di quiu no muovu-su nessunuscu" ringhiò il bovino chiudendo la porta a chiave.
L'impressione generale che ne ricevette l'allegra compagnia rinchiusa nel seminterrato fu la stessa: meglio darrettare al tipastro, una vera mole del regno animale, abnorme, esagerato; sguardo poco acuto, testa ridotta, collo inesistente, mani a tenaglia, piedi a forbice, petto in fuori, pancia in dentro. Un golem se non fosse che era romeno. Joao lo aveva caricato a Denicoleanu, un ridente paesino nei pressi di Timisoara, punto di passaggio abituale del portoghese dove si sempre si fermava per una pulizia di candele, una gonfiatina ai pneumatici e un pompino rapido nel club di ritrovo di camionisti, mitico e mitologico allo stesso tempo: "La circe transilvana". Uscendo dal club, il tipo andó incontro a Joao e sbarrandogli la strada con una gamba gli chiese qual era il suo percorso.
Joao, un poco intimorito dalle dimensioni del ruminante, glielo dettaglió club per club:
- "La circe magiara" a Sdazerogbsdz vicino a Budapest
- "La circe carsica" a Lujabuna vicino a Nova Gorica
- "La circe lagunare" a Montefeltruzza vicino a Venezia
- "La circe langhetta" a Camo
- "La circe occitana" a Aix en provence
- "La circe catara" a Toulouse.
"Tulusu?"
"Non proprio, un poco fuori c'è una capanna con uno zingaro dentro che dà da bere a chi glielo chiede 6 volte scortesemente."
"Ferpectu"
Non appena issato sul camion, il soggetto cadde in uno stato di catelessi profonda e irreversibile; 35 ore dopo solo un tremendo botto riuscí a riportarlo alla (sua) realtà. Scese dalla motrice e subito (per quanto possa un erbivoro) si rese conto di essere arrivato a destinazione. Vide la palafitta senza pali. La riconobbe. E con passo deciso si avvicinò, aprì la porta e entrò.
"Di quiu no muovu-su nessunuscu" ripetè.

aprile 16, 2004

Primo Interludio

In un famoso film italiano dei tardi anni '80, uno dei protagonisti, celebre attore dal percorso artistico assai peculiare, si rammarica: "A noi ci ha rovinato il Cristianesimo, come cultura. Prima c'erano le terme... adesso cosa abbiamo? Le pizzerie". Le pizzerie... quel profumo di legno che arde e di pasta lievitata. Il carrello degli antipasti e la vetrina dei dolci. Il pienone la domenica sera alle 7 e in settimana settimana alle 10, al termine dell'allenamento della squadretta di calcio locale. Uno dei piu' grandi successi dell'export italiano, subito dopo altri meno nobili, con i quali spesso è andato a braccetto. E i nomi: standard (qualunque cosa ricordi Napoli), tematici (Cucina, Mulino, del Porto, Michelangelo, etc...), esotici (Il Nilo [sic!!]) e via discorrendo. Il giorno (quanto tempo è passato? anni? quanti?) che mi fu affidato il compito ero troppo eccitato per farci caso. Dopo tanta attesa potevo finalmente essere utile. "Una pizzeria... non lontana dal centro della città... presentati li' martedi' sera alle 23. Loro sanno tutto". L'indirizzo e poi un click, la comunicazione era stata interrotta e mai piu' udii quella voce. I fiumi hanno continuato a riversarsi nei mari senza che questi ultimi siano straripati e io non ho perso una sera. Feste e domeniche comprese, alle 6 varco l'ingresso laterale della pizzeria "Entremetier". E aspetto... a volte per ingannare l'attesa, servo ai tavoli, aiuto in cucina. Altre sere non faccio assolutamente nulla. Se non sapessi che fossero di plastica, potrei quasi avere l'impressione di veder le piante agli angoli delle sale ed all'ingresso crescere davanti ai miei occhi. Ma forse sono io che ho iniziato a diventare piu' piccolo, schiacciato da un'idea e un compito che forse non arriveranno mai.
Ma stasera l'attesa è un vago ricordo.
Che i fiumi continuino a scorrere e le piante di plastica a crescere. E' finito il tempo di guardarli da dietro due occhi sempre piu' chiusi ed estraniati. Stasera una donna è entrata, si è seduta al tavolo 5 della sala delle rose e ha ordinato una focaccia con i carciofi. Ho visto come ha evitato di guardarmi negli occhi. So che ha percepito la mia mano che tremava, mentre scrivevo. Non le importa che non le abbia neanche chiesto se beveva una birra o acqua gassata. So che aspetterà 10 minuti e poi si allontanerà con una scusa. Dalla cucina nessuno si lamenterà. L'ordinazione non è mai arrivata al pizzaiolo cinese. Io ho scritto quello che mi è stato detto di scrivere, ho strappato con cautela il foglio dal blocchetto, l'ho consegnato all'uomo che si presenta come il proprietario e sono uscito senza salutare e senza guardare questo posto per l'ultima volta. Una serie di azioni provate e riprovate nella mia mente in tutti queste stagioni. Adesso sono fuori, non sento freddo e aspetto lei. Mentre il mio sguardo gioca con la luce del semaforo che sorveglia l'incrocio poco distante, ho un solo pensiero nella mente. "E' successo. Devo mettermi in viaggio immediatamente. Sono pronto..."

Mi accodo

Forza Demix, ché c'ho la bici in terza fila...

Sabato e domenica, chiuso per riposo settimanale

Settimana difficile: un esame di finanza e movimento sul lavoro hanno avuto la meglio sulle pulsioni creative.
A proposito Panorademix, prima tu pubblichi il tuo contributo, prima io sfogo il mio neurone.

Nota linguistica della settimana:
Addio al celibato = stag party = enterrement de vie de garçon = despedida de soltero
Addio al nubilato = hen party = enterrement de vie de jeune fille = despedida de soltera

Felici saluti e un cordiale weekend.

aprile 14, 2004

Zurück

Miei cari, sono rientrato dalla costa atlantica e andro' tosto ad aggiornarmi circa l'evoluzione della ns. storia. ho svolto alcune ricerche sulla forfora portoghese, ma non ho avuto evidenze definitive. nessuno è al corrente dell'uso delle carpe armene, ma è probabile che la mia traballante traduzione non abbia reso l'idea. è peraltro di grande attualità lo strano caso di un camionista scomparso. la polizia, indagando nel passato contorto dell'individuo, è risalita fino all'epoca dei Templari.
Sorvolando Tolosa, e all'andata e al ritorno, ho notato un'inquietante nube oscura a forma di carciofo a lato dell'autostrada. qualcosa sta indubbiamente accadendo da quelle parti...

Avendo mancato di augurarvi buona Pasqua lo faccio mo', con immediata retroattività e augurovvi tambien un lieve rientro alle attività lavorative & scrittorie (sull'esistenza di quest'ultimo termine mi riservo il beneficio del dubbio).

schöni Abig

aprile 13, 2004

Io sono a favore di qualsiasi rimaneggiamento a posteriori, sempre che (as long as) volga a correggere o a mantenere l'unitá del racconto. O no?

aprile 12, 2004

La riscrittura di Gentlemen's Agreement è perfetta e decisamente organica alla fabula, anche se ritengo che sarebbe bene discutere attentamente la possibilità di intervenire ex-post sul testo.
Scendo or ora dall'Alta Langa, dove ho consumato un poco frugale pranzetto. Mi maledico per non aver avuto con me la mia fida Nikon, ché avrei avuto modo di riempire un paio di schede fotografiche: un sole radente duellava con neri nuvoloni rivieraschi e proprio all'altezza di Serravalle l'acquazzone era impenetrabile. In compenso la tranquilla oasi di Gigi, a Roascio, ha concesso alcune ore di ristorato riposo ai pellegrini che si avventuravano incautamente sulla Via Magistra Langarum.

Nus from Sky Nus

Ho modificato una parte di Gentlemen's Agreement per mantenere la coerenza della trama, dati i nuovi ed imprevisibili sviluppi dell'intreccio. Dategli un'occhiata.

Dal giornale Sport, edito in Barcellona, sulla partita Real Madrid-Osasuna 0-3:
"El Real Madrid completó otro ridículo monumental, cinco días después de verse apeado de forma vergonzosa de la Champions League, que le descabalga también de la cabeza de la Liga"

Motto uruguayo: "Sole a Pasquetta, bel tempo t'aspetta"

A presto

aprile 06, 2004

Allegato 1: San Michele aveva un Gallo...

Dove si tratta con dotta elocuzione del delittuosissimo rapporto che intercorse tra una Sacra et Luminosissima Reliquia et uno horrifico autocarriadore lusitano.
Et inoltre dello strano caso di conlocazione temporale et spatiale dello ottimo et pio Sancte Michele et una sventuratissima et immonda masnada alli margini della suburbia di Tolosa.

Molti ed illustrissimi sapienti ed esperti delle cose divine e delle cose occulte concordano nell'affermare che il mito del Santo Graal altro non rappresenti che il Sangue di Gesù. La tradizione della costa mediterranea della Francia vede ancora oggi festeggiare, con grande partecipazione di popolo tra le comunità zingare del Midi, le Saintes Maries de la Mer: la leggenda narra che, dopo la morte di Gesù, le Sante si imbarcassero verso la Francia custodendo il prezioso tesoro, al fine di instillarlo nel sangue delle genti di Gallia. I re di Francia, fin dall'inizio, rivendicarono infatti quella lontanissima e divina origine. Fin qui potremmo dire, senza tema di blasfemia, che la casata reale di Francia riuscì a trasformare in questo modo il sangue rosso in sangue blu.
Ma pochi sanno che dopo i due differenti cromatismi ne intercorse un terzo, ben meno reale e per nulla divino, bensì diabolico e mefitico: il sangue verde. Michele Garicoïts, prete basco a.k.a. San Michele, ebbe la ventura di passare nei pressi di Tolosa nel 1832. Qui, in occasione di un ritiro presso i gesuiti tolosani, ebbe modo di rivelare il suo segreto ai severi frati: egli possedeva il Santo Graal, di cui venne in possesso un suo lontanissimo antenato allorquando Jacques de Molay e gli ultimi Templari se ne privarono prima di bruciare sul rogo di Place Dauphine. La rivelazione è confermata dal fatto che, tre anni dopo da una costola dei gesuiti di Tolosa nasce l'ordine dei Preti del Sacro Cuore di Gesù (il Graal!). Ma gli astuti corvacci gesuitici, timorosi del potere proveniente da quella reliquia, con un abile stratagemma la celarono in un luogo sicuro ed inaccessibile: le segrete cantine del monastero di Tolosa, dove si custodivano preziosi orci di uno strano e potente amaro distillato dal cuore (altra inquietante coincidenza) dei carciofi.
Passarono quasi due secoli.
Attraverso vicende di cui si è perduta la memoria, il liquido sacro passò di orcio in botticella, di anfora in ampolla, di vaso in bottiglia per finire, Anno Domini 2004, nel bicchiere di un camionista portoghese che aveva appena perso il suo carico di carpe caucasiche, e di lì in bocca e poi giù nelle immonde viscere del lusitano fino a quando uno spasmo più forte dei precedenti lo spinse fuori a forza, spruzzato a pioggia sui jeans bianchi dell'ignaro avventore S_.


"Cristo!" disse S_.
Non poteva sapere di averci azzeccato in pieno...

Sangue, arena e carciofi

"Psch" rispose I
"Sul serio, è sangue, sangue umano" affermó Jan, questo era il nome del biondo patriarca
"Verde?"
"Esatto"
"Bah, non sará sangue marziano?"
"No, no, no, umano, UMANO" gridò sottovoce Jan
"MMMHHHHHH" I sempre rifletteva a voce altissima; S_ ebbe il coraggio di riprenderlo. I lo zittí con un petto.
"Provalo. Che ti sembra?" incalzo Jan
"Cynar andato a male" indovinò I decifrando il nome che appariva sulla etichetta della bottiglia.
"Ti ho detto che è sangue"
"Sará"
"Non sará, é sangue"
"Vabbé"
"Come vabbé?"
"Come come vabbé?"
"Non capisco, ci sei o ci fai?"
"Sparisci tanghero, che sto trattando con Joao cose molto importanti"
Joao annuí, vomitando sui pantaloni bianchi di S_ i 6 bicchierozzi di liquido verdastro, facendone la divisa del Betis FC.
"Cosí non mi credi, eh?" domandó Jan
"Perché dovrei?" azzardó I
"Perché no?"
"Perché si?"
"Guarda il tuo amico"
"Non é mio amico" classficò I
"Fa lo stesso, guardalo"
"Sta male per il Cynar andato a male. Ovvio."
"No, sta male perchè ha bevuto SANGUE e stará ancora peggio."
"Se continua a bere, sicuramente."
"Non capisci, vero?"
"Non TI capisco e cominci ad annoiarmi, biondino. Fila via."
"Va bene, se tu lo vuoi."
"Bravo, io lo voglio. Evaporati, merlo."
Incuriosito dalla faccenda, I volle reinterrogare lo zingaro per ulteriori chiarificazioni, dati i nuovi elementi a disposizione. Cinque "scusi" e tre "cameriere" non furono sufficienti. Ci volle un "figlio di puttana" per attirare la sua attenzione. Con totale disinteresse, il transumante tornò a avvicinarsi al tavolo.
"Ti ripeto che questo liquore ha un gusto strano" esordí I
"Ah si?"
"Si"
"Di che cosa sa?"
"Di carciofo"
La risposta impressionó tanto all'accattone che un fremito lo percorse intero. "Stavolta ho esagerato" pensò, "un giorno di questi mi viene un ispettore, mi obbliga a fare pulizia e a sapere che cosa servo. Sarebbe la fine. Neppure dei frati pellegrini scalzi e senza mutande mi posso fidare"
"Non ti preoccupare, amigo, il prossimo giro lo offre la casa." conciliò il rubabambini
"Casa, che casa?" ignarò I
"Lo sgabuzzino, volevo dire."
"No, grazie." tagliò corto I
I aveva fretta di ripartire; il carico di fiches da chemin de fer in pelle di giraffa non poteva aspettare. Vide con la coda dell'occhio vide Joao barcollare, stramazzare al suolo a pochi centimetri della mammina bionda. Era l'occasione buona per andarsene senza dare nell'occhio. Purtroppo in quel momento la porta si aprí e irruppe scalciando nella fognatura un minotauro o per lo meno qualcosa che gli somigliava moltissimo. I riconobbe il passeggero addormentato del camion carposo.
"Dove credevi di andare?" muggì il bue con fattezze umane.

Se non hai ancora capito chi è il pollo, vuol dire che il pollo sei tu

... ma mi pigliano per il culo?
... questi mi stanno pigliando per il culo. Questi sono tutti d’accordo e stanno recitando ‘sta scenetta assurda...
... ma perché?

Lo zingaro sorride di sbieco mentre spilla un bel boccalone di schiumosa 1664.
Guardali! Quei due si scambiano sguardi d’intesa, o sbaglio?
Spatola via due dita di schiuma dal bordo del boccale.
E quell’altro, che finge di essere ubriaco?...
Asciuga il boccale con uno straccetto logoro.
È tutto così assurdo! ‘Sta famigliola, sembrano finti... quell’altro che non dice un cazzo e giochicchia con la tazzina del caffé... ‘sti due coi camion, con le carpe... e adesso pure ‘sto biondo che se ne esce fuori con ‘sta storia...
Afferra il boccale, posa la sigaretta, si dirige verso il biondo. Quando posa la 1664 sul tavolo del biondo tutti i presenti lo osservano come se fosse Erode in un asilo. Questione di un attimo.

"Appena questo zotico si leva di torno ti dirò qualcosa che ti può interessare” alitò angelicamente il biondo sotto lo sguardo furente dello zingaro. Divertito e incuriosito, I appoggiò il gomito sullo schienale e, con una lieve torsione del busto, si dispose ad ascoltare la storia di quel buffo e misterioso capofamiglia. Lo zingaro accettò la sconfitta; straccio sulla spalla destra, sigaretta, gomiti ben piantati sul bancone, testa incassata tra le spalle: Mi pigliano per il culo, si convinse.
Lo piglia per il culo? si domandò S_ osservando con attenzione I che ascoltava con attenzione il biondo. I due uomini si guardavano dritto in faccia. I bambini giocavano sul tavolo con una mezza dozzina di macchinine (ce n’era anche una identica alla famigliare di papà, stesso modello, stesso colore). La mamma stava china a risistemare qualcosa all’interno dello zaino e Joao era nella posizione più favorevole per cogliere gli aspetti più seducenti dell’operazione: il decolleté della bionda mamma lo aveva in parte risvegliato dai miasmi di quel residuato di Cynar ma lo sguardo acquoso e le mani tremolanti dicevano molto sul suo stato di salute.
Il biondo parlava da un paio di minuti. Raccontava una storia incredibile, che iniziava così: “Quello non è Cynar andato a male. È sangue.”