dintorni

parliamo un po' di cosa scrivere in questo spazio qui

maggio 26, 2004

"È così, no?"

Il bimbo si tirò su, mettendosi a sedere sul letto, con una faccia che diceva "Aò, ma che mme stai a raccontà?".
La mamma, seduta accanto a lui sul bordo del letto, rimase stupita: "È una favola... una storia" - balbettò - "per farti addormentare...".
Ma il piccolo, sistemandosi il pigiamino stropicciato, scuoteva energicamente la testa, del tutto desto e per niente assonnato.
"Ma che favola e favola! Qua non si capisce niente, te la stai inventando 'sta favola. Non si capisce dove va a finire" disse il bimbo scocciato. La manina alzata segnalò a mamma che non aveva ancora finito.
"Allora. C'è questo postaccio in periferia di Tolosa, no? E c'è questo extracomunitario ("Zingaro!" disse mammà) ... c'è questo zingaro e ci sono dei clienti: c'è un ragazzetto che non si sa cosa fa lì".
"Eh!" confessò la mamma.
"Poi c'è un camionero spagnolo, grasso e zozzo".
"Eh!".
"Poi arriva una famigliola che sono svizzeri perché non c'hanno il carrellino attaccato alla macchina".
Mamma, rassegnata, decise di non interloquire oltre.
"Poi il camionero rompe il camion di un altro camionero ma questo qui è diverso perché è portoghese e c'ha un nome e si chiama Joao. E tutti i pesci vanno per terra".
"Domani sera Pinocchio" pensò mammà.
"... che sembra che è morto ma non è vero perché sta meglio di tutti. Allora i camioneri fanno amicizia e bevono un amaro fatto di sangue di carciofi portato a Tolosa da una confraternita di Iazigi, che se lo bevi muori. Poi entra uno che prima non c'era e lo zingaro lo conosce ma tanto lo svizzero sa tutte le lingue del mondo e scopre che è rumeno..."
"Domani sera dieci gocce di Serenase e vaffanculo" pensò mammà.
"... ma lui quando faceva il pizzaiolo aveva una missione e allora conosce le pannocchie-bomba e quindi sono tutti in pericolo. Il ragazzo si vuole raccomandare a San Ifigenio ma il bue rumeno-iazigo-gesuita devoto a San Michele gli dice che non è il caso e allora salta in aria l'altra metà di Tolosa. È così, no?"

Mamma aveva lo sguardo perso nel vuoto. Meccanicamente si accese una Muratti 100's.

maggio 18, 2004

Comunicazione esterna

Faccio pubblica ammenda, mi prostro umilmente e piu' non elevo lo sguardo al ciel. il tempo mi corre che non riesco piu' a prenderlo e non me ne vogliate se in questi giorni tiepidi e limpidissimi mi proietto all'esterno non appena ho 5 minuti di tempo (rimediando, per ora, una fantozziana caduta dalla bici)
questo sabato/domenica mi tocca ahimè presentarmi in laboratorio: visto che ho da attendere una reazione per 4 ore, mi impegnero' a rientrare nei binari della historia.
la vestimenta nuova del blog mi soddisfa
buona navigazione

maggio 13, 2004

Altre note linguistiche

Vicolo cieco = dead end = cul-de-sac = callejón sin salida
Capro espiatorio = scapegoat = bouc émissaire = chivo expiatorio/cabeza de turco
Spaventapasseri = scarecrow = épouvantail = espantapájaros
Forfora = dandruff = pellicules = caspa
Mancino = left-handed = gaucher = zurdo
Destro = right-handed = droitier = que usa la derecha
Viaggio di andata e ritorno = round trip = aller et retour = ida y vuelta

maggio 12, 2004

Colpo d'occhio

Nel frattempo:
- Joao, inerme e suolificato, affogava nel proprio vomito, che è sempre meglio di stare affogando nel vomito altrui.
- Petra, moglie di Jan, accudiva a uno dei 2 gemelli, Marco.
- L'altro gemello, Ruud, giocava a dadi con I. e lo stava pelando. Inciso: non si pensi che i nomi dei gemelli si debbano all'appartenenza o meno a una certa squadra di calcio cui nome non voglio ricordare. Si pensi solo che a Petra piacessero i nomi Marco e Ruud. E basta.
- S. stava osservando la pantomima magiara quando all'improvviso digrignò i denti, ululò e andò a strisciare la schiena contro il muro al fondo della baracca. Finita la trance belluina, notò l'unico libro appoggiato sull'unico scaffale dell'antro cavernoso che il nullatenente chiamava bar. Il titolo era "La vita di San Ifigenio, santo senza ritegno. Parte 2: dalla pubertá alla pre-adolescenza, anni di vizio e di lussuria". Interessato, fece per prendere il libro, quando sentí posarsi sulla propia spalla uno zoccolo dell'erbivoro. Si ricordó della volta in cui a San Fermin lo calpestarono 6 miura furibondi. Allo stesso tempo un aroma a fienile lo avvolse. Per ultimo arrivò una flebile voce: "Io non distuberei a San Ifigenio".

maggio 10, 2004

Novità?

La grafica precedente l'avevo messa giù un po' a mano e un po' scopiazzando; questa l'ho pescata da qui : date un'occhiata e ditemi se c'è qualche mercanzia che vi piace di più o se volete tornare alle origini.
Da questo momento al fondo di ogni post ci sarà lo spazio per i commenti, comunicazioni di servizio, insulti, aperitivi in piedi al bancone.
Questo post si autodistruggerà alla prima vittoria di Cipollini.