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marzo 28, 2005

Che genio, che arte: sapevi della sua esistenza?

Flavia Vento: votatemi, sono come Cavour
La soubrette lascia la Margherita per candidarsi nel partito liberale. «Alle urne il 4 e 5 aprile. Ho sbagliato date? Scusate» Corriere della Sera

ROMA - Onorevole Vento...«Scherziamo poco, eh? Che queste battute portano pure jella» (segue linguaccia e mano destra con corna; ndr ). Flavia Vento, deliziosa soubrettina sempre ben fidanzata - «anche se ora, scriviamolo, sono single» - e sempre bionda, sempre con questa sua aria da orfana di Teo Mammucari, che la infilò sotto un tavolo nella trasmissione televisiva Libero rendendola famosa, ha deciso di candidarsi
Flavia Vento (foto Benvegnu)alle prossime elezioni regionali e non con la Margherita - «che pure... come dire? ho frequentato molto da vicino...» - ma con il Partito liberale italiano.
Dal nuovo Ulivo alla Casa delle libertà, nel volgere di poche ore, e poi eccola qui, a un’ora tardissima della notte di venerdì, per l’inizio della sua campagna elettorale che, tra l’altro, coincide anche con la sua conclusione. «Apro e chiudo, embé?».
Comizio, unico e imperdibile, alla discoteca «Etò», Testaccio, Monte dei Cocci. I potenziali militanti arrivano ben dopo la mezzanotte e si mettono, disciplinatamente, in coda. Decine di ragazze romanissime vestite da veline, tutte con la frangetta e che stanno lì, ad ancheggiare e a chiamarsi Chicca, Deborah, Samantha, Vanessa. Tutte accompagnate da tipi alti e francamente simili a quel Costantino di Canale 5, e cioè vestiti in modo bizzarro, con giacche nere luccicanti e con t-shirt bianche, con jeans lacerati e mocassini di (falso) pitone.
Lei, la soubrettina-candidata arriva sorridendo e ci sono gli energumeni della sicurezza che le fanno subito strada e che la conducono su, in cima alla scalinata bianca, nel salottino che sta dietro alla consolle del dj (un tipo con i capelli stretti in un codino e una maglietta con la scritta: «Cartelo de Medellin»). Flavia Vento lo guarda e dice: «Chissenefrega. Lui fa il suo lavoro, e io il mio. E io sono contro le droghe. Per questo sono passata alla destra». Solo per questo, signorina Vento? «No. Anche perché Silvia Costa non mi sopportava. Diceva che ero una cretinetta. Capito? Io sarei una cretinetta...». Il dj la chiama: «A Flavié? Allora? O famo sto’ comizio, sì o no?» . La Vento: «O famo, vabbé: ma ora che dico? Mammamia... Io non sono mica come coso... come si chiama... dài, giornalista, aiutami, che è uno famoso... Ah, sì, certo: io non sono mica come Fassino che cià quelli che gli scrivono i discorsi. Io, mo’, vado a braccio». A braccio. Con Chicca, Samantha e tutte le altre che, sulla pista da ballo, con musica adatta, di sottofondo, si fermano - un po’ incuriosite e un po’ perplesse - ad ascoltare.
Flavia Vento, dietro al microfono, alle masse di veline e di Costantini: «È la prima volta che mi candido alle Regionali del Lazio. Sono molto contenta. Le elezioni sono una cosa seria. Bisogna infatti eleggere il presidente della Regione. Io sono per Storace, e anche voi potete esserlo. Io sono candidata per il partito liberale, che è un partito... che è un partito storico, antico, di Cavour e... forse di Garibaldi. Forse. Comunque, sicuro di Cavour. E poi, io, comunque, mi sento liberale. Lo sento dentro, che sono liberale. Anche perché nel Lazio ci sono un sacco di cose da fare e io penso che bisogna trovare subito i soldi per gli orfanotrofi. E poi anche per gli anziani. Il 4 e 5 aprile votate per me. Ciaooo!».
Silenzio. Non un applauso. Allora la Vento si riprende il microfono: «Ma che siete tutti comunistiii? Che scemi...». Signorina Vento, si vota il 3 e il 4 aprile. «E io che ho detto? Ah, mi sono confusa...». Comizio tutto incentrato sui temi sociali... «Cioè?». Orfanotrofi, anziani... «Ho sbagliato? Mammamia: ho sbagliato?». Senta: lei, alcuni mesi fa, rassicurò i suoi elettori-fans, gli promise che avrebbe studiato un po’. «Infatti. Ho studiato. Un sacco. Forza: voglio essere messa alla prova». De Gasperi. «Deché?». Don Sturzo: «Adesso che c’entrano i preti, eh? Non facciamo trucchetti, capito? Non sono mica scema, io...». Togliatti. «Ah, questa la so’. Qui a Roma c’è una strada, è quello della strada, come si chiama? Aspetta... ah, sì: via Palmiro Togliatti. È giusto? Ho risposto bene?».
Flavia Vento spiega che «Francesco Storace è stato carinissimo, con me, che sostengo la sua elezione. M’ha detto: benvenuta tra noi. Anche se...». Cosa? «Non sono poi così sicura d’essere eletta». Di certo, racconta, raccoglierà i voti del papà Roberto e della mamma Francisca. «E forse anche quello di mia zia Antonella e di un politico famoso, del partito liberale: il signor Altissimi». Adesso, il dj alza la musica. Lei scende in pista a distribuire i suoi volantini. Ma ci sono due tipi, con i capelli zuppi di gel, che la chiamano: « A onorevole Flaviaaa! A passerottaaa! Daje, viè a ballà... ».

1 Comments:

Blogger steu dice...

O tempora, o mores...
La tipa è televisivamente nota da 2/3 anni; politicamente aveva già dato spettacolo di sè in autunno, con la Margherita.

5:13 PM  

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