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aprile 19, 2004

Toro scatenato

"Di quiu no muovu-su nessunuscu" ringhiò il bovino chiudendo la porta a chiave.
L'impressione generale che ne ricevette l'allegra compagnia rinchiusa nel seminterrato fu la stessa: meglio darrettare al tipastro, una vera mole del regno animale, abnorme, esagerato; sguardo poco acuto, testa ridotta, collo inesistente, mani a tenaglia, piedi a forbice, petto in fuori, pancia in dentro. Un golem se non fosse che era romeno. Joao lo aveva caricato a Denicoleanu, un ridente paesino nei pressi di Timisoara, punto di passaggio abituale del portoghese dove si sempre si fermava per una pulizia di candele, una gonfiatina ai pneumatici e un pompino rapido nel club di ritrovo di camionisti, mitico e mitologico allo stesso tempo: "La circe transilvana". Uscendo dal club, il tipo andó incontro a Joao e sbarrandogli la strada con una gamba gli chiese qual era il suo percorso.
Joao, un poco intimorito dalle dimensioni del ruminante, glielo dettaglió club per club:
- "La circe magiara" a Sdazerogbsdz vicino a Budapest
- "La circe carsica" a Lujabuna vicino a Nova Gorica
- "La circe lagunare" a Montefeltruzza vicino a Venezia
- "La circe langhetta" a Camo
- "La circe occitana" a Aix en provence
- "La circe catara" a Toulouse.
"Tulusu?"
"Non proprio, un poco fuori c'è una capanna con uno zingaro dentro che dà da bere a chi glielo chiede 6 volte scortesemente."
"Ferpectu"
Non appena issato sul camion, il soggetto cadde in uno stato di catelessi profonda e irreversibile; 35 ore dopo solo un tremendo botto riuscí a riportarlo alla (sua) realtà. Scese dalla motrice e subito (per quanto possa un erbivoro) si rese conto di essere arrivato a destinazione. Vide la palafitta senza pali. La riconobbe. E con passo deciso si avvicinò, aprì la porta e entrò.
"Di quiu no muovu-su nessunuscu" ripetè.