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aprile 06, 2004

Sangue, arena e carciofi

"Psch" rispose I
"Sul serio, è sangue, sangue umano" affermó Jan, questo era il nome del biondo patriarca
"Verde?"
"Esatto"
"Bah, non sará sangue marziano?"
"No, no, no, umano, UMANO" gridò sottovoce Jan
"MMMHHHHHH" I sempre rifletteva a voce altissima; S_ ebbe il coraggio di riprenderlo. I lo zittí con un petto.
"Provalo. Che ti sembra?" incalzo Jan
"Cynar andato a male" indovinò I decifrando il nome che appariva sulla etichetta della bottiglia.
"Ti ho detto che è sangue"
"Sará"
"Non sará, é sangue"
"Vabbé"
"Come vabbé?"
"Come come vabbé?"
"Non capisco, ci sei o ci fai?"
"Sparisci tanghero, che sto trattando con Joao cose molto importanti"
Joao annuí, vomitando sui pantaloni bianchi di S_ i 6 bicchierozzi di liquido verdastro, facendone la divisa del Betis FC.
"Cosí non mi credi, eh?" domandó Jan
"Perché dovrei?" azzardó I
"Perché no?"
"Perché si?"
"Guarda il tuo amico"
"Non é mio amico" classficò I
"Fa lo stesso, guardalo"
"Sta male per il Cynar andato a male. Ovvio."
"No, sta male perchè ha bevuto SANGUE e stará ancora peggio."
"Se continua a bere, sicuramente."
"Non capisci, vero?"
"Non TI capisco e cominci ad annoiarmi, biondino. Fila via."
"Va bene, se tu lo vuoi."
"Bravo, io lo voglio. Evaporati, merlo."
Incuriosito dalla faccenda, I volle reinterrogare lo zingaro per ulteriori chiarificazioni, dati i nuovi elementi a disposizione. Cinque "scusi" e tre "cameriere" non furono sufficienti. Ci volle un "figlio di puttana" per attirare la sua attenzione. Con totale disinteresse, il transumante tornò a avvicinarsi al tavolo.
"Ti ripeto che questo liquore ha un gusto strano" esordí I
"Ah si?"
"Si"
"Di che cosa sa?"
"Di carciofo"
La risposta impressionó tanto all'accattone che un fremito lo percorse intero. "Stavolta ho esagerato" pensò, "un giorno di questi mi viene un ispettore, mi obbliga a fare pulizia e a sapere che cosa servo. Sarebbe la fine. Neppure dei frati pellegrini scalzi e senza mutande mi posso fidare"
"Non ti preoccupare, amigo, il prossimo giro lo offre la casa." conciliò il rubabambini
"Casa, che casa?" ignarò I
"Lo sgabuzzino, volevo dire."
"No, grazie." tagliò corto I
I aveva fretta di ripartire; il carico di fiches da chemin de fer in pelle di giraffa non poteva aspettare. Vide con la coda dell'occhio vide Joao barcollare, stramazzare al suolo a pochi centimetri della mammina bionda. Era l'occasione buona per andarsene senza dare nell'occhio. Purtroppo in quel momento la porta si aprí e irruppe scalciando nella fognatura un minotauro o per lo meno qualcosa che gli somigliava moltissimo. I riconobbe il passeggero addormentato del camion carposo.
"Dove credevi di andare?" muggì il bue con fattezze umane.